Intervista a Lauria Iorio

Laura Iorio ci ha concesso questa intervista rilasciata in precedenza per Julie Cadilha
Ci racconta dei suoi spunti, dei suoi lavori e dei suoi progetti, ma non solo; infatti tramite le sue risposte possiamo curiosare sul mestiere di illustratore, delle differenze tra la realtà lavorativa francese e italiana.

Ciao Laura,da quanto disegni? Hai seguito una formazione particolare?

In verità credo di aver sempre disegnato,sin da piccolissima. Essendo cresciuta in aperta campagna oltre che rotolarmi nei prati avevo ben poche altre cose da fare :)
Ricordo che all’età di 8 anni avevo un diario segreto dove,invece di scrivere i miei segreti,appunto, scrivevo dei racconti di mia invenzione e poi li illustravo. Ho sempre amato far viaggiare la fantasia e di tanto in tanto, chiudermi nel mio piccolo mondo colorato pieno di disegni e storie divertenti.
A volte questa mia passione mi ha portato inconsciamente ad isolarmi un po’ troppo e capitava che all’ora della ricreazione invece di giocare con I miei compagni mi ritrovassi lì, sola nel mio angolino intenta a disegnare,questo,comunque, inevitabilmente attirava l’attenzione dei miei coetanei che si avvicinavano loro per primi e…mi commissionavano dei disegni! :D
I mie percorsi di studio sono stati guidati da questa mia passione in tutto e per tutto, ho frequentato prima il liceo artistico e poi un corso di tre anni per specializzarmi nel fumetto,ma se devo essere onesta fino in fondo, ho veramente cominciato ad apprendere e migliorare sia nel disegno che nel colore solo dopo aver terminato I mei studi, lavorando al fianco di professionisti come Roberto Ricci,che oltre ad essere il mio compagno di vita è stato ed è attualmente mio partner lavorativo, è lui che ha curato gli storyboards e la supervisione di “June Christy” il mio primo libro a fumetti editato da “bdmusic”.

Sei particolarmente affezionata ai colori caldi, mi sbaglio? C’è un motivo preciso?

Si è vero,molte persone mi hanno fatto notare che riesco ad esprimermi meglio con I colori caldi,ma sinceramente, non so perchè. Mi sento a mio agio con I colori caldi molto più che con I colori freddi,mi pare di saperli gestire meglio, ma non ho una vera spiegazione per questo. forse perchè i colori caldi esprimono al meglio quello che io cerco di trasmettere in questo momento, la serenità, la dolcezza,la pace interiore.
Non dico comunque che non utilizzerò mai dei colori freddi,o che non avrò mai voglia di lavorare su immagini più cupe ed inquietanti,anzi,solo che al momento ho più voglia di sole che di tenebre.:)
ma quanto prima mi metterò in gioco,non mi piace pormi dei limiti, mi piace invece, superarne sempre di nuovi. Devo solo trovare la giusta immagine e la giusta tematica per usare al meglio una palette di toni freddi.

I tuoi personaggi sembrano spesso marionette… è voluto?

Onestamente no, e neppure avevo mai pensato che I miei personaggi sembrassero delle marionette, ma questo non mi dispiace affatto. Effettivamente io cerco sempre la teatralità nelle mie immagini,una recitazione dei personaggi a volte esasperata,finta, forzata, ma che mi aiuti ad esprimere al meglio un dato stato d’animo o una data situazione . Nella composizione e nei soggetti (quando mi è possibile) ricerco l’eleganza,il dettaglio, la minuziosità e probabilmnete questo mi porta ad una sorta di rigidità che può ricordare delle marionette in posa. Inoltre non si può certo dire che io abbia un tratto molto dinamico nel disegno,anzi tutt’altro, le mie immagini sono molto statiche,come in un ferma immagine e tutto questo mi piace molto. Mi piace anche usare un tratto molto spigoloso,geometrico, e probabilmente queste forme molto dure ricordano dei pupazzi intagliati nel legno.

Ti piace disegnare i nasi? In effetti sono particolari… Penso a quello del bambino e del maialino…

oh si si, non ho niente contro I nasi! :D
probabilmente sono spesso strani perchè il mio stile di disegno sta ancora evolvendo, non credo di aver trovato ancora la mia strada stilistica in più io sono una persona che è sempre alla ricerca di qualcosa,in continua evoluzione e credo che sarà così per sempre.
per la tavola a cui fate riferimento, I nasi mi sono stati chiesti di proposito in questo modo. Per un discorso narrativo e ai fini della storia il volto del bambino e quello del maialino in quella particolare scena dovevano in qualche modo somigliarsi…
oh la la! Attenzione! Qui l’atmosfera è immersa in colori freddi! :D

 Sono i colori che sono influenzati dai personaggi o il contrario? 

In verità, ne l’una ne l’altra cosa! :)
nei mie lavori la componente “colore” è fondamentale, è la cosa più importante, quindi, quando disegno, quando creo un’immagine, per me è indispensabile visualizzarla nella mia testa già a colori. questo non è molto facile per me e alle mie prime esperienze con il colore ( e a volte anche adesso) non riuscivo a farlo, ma mi rendo sempre più conto che è indispensabile.
molte volte mi capita di lasciare il disegno a matita molto povero,senza troppi dettagli, perchè poi sono già consapevole,ad esempio, che con un particolare taglio di luce l’immagine definitiva funzionerà.
altre volte mi capita di disegnare senza riuscire a visualizzare nella mia testa i colori e quando succede, di solito il risultato è disastroso, realizzo bozzetti su bozzetti che,poi, non mi portano da nessuna parte.
per venire alla sua domanda,l’effetto camaleontico dei miei personaggi è facilmente spiegabile: sembra che assumano i colori dell’ambiente semplicemente perchè li calo nell’atmosfera generale dell’immagine. ad esempio,se penso un’immagine con una forte luce gialla, tutti gli elementi dell’immagine saranno influenzati da questa luce gialla e così anche i personaggi, viceversa devo rappresentare una scena notturna dove non c’è luce diretta, ma tutto è immerso,ad esempio, in un bel blu, tutti gli elementi della mia immagine saranno influenzati dal colore blu e questo non vuol dire che tutto sarà blu, vuol dire che ogni elemento manterrà il suo proprio cromatismo , ma allo stesso tempo sarà influenzato dalla componente nottura, in questo caso il blu.
è come se stendessi un velo cromatico sull’immagine e tutti i colori di questa immagine si fondessero con esso.
non ragiono quasi mai i colori delle varie componenti delle mie immagini come elementi a se, ma come piccole parti di un unico elemento.
non so se sono stata chiara nella mia risposta, non è molto facile per me spiegare queste cose…non sarei una brava insegnante! :)
ad ogni modo tutto quello che so in materia di colore lo devo a Roberto Ricci,che tra le altre cose,è un grand einsegnante, vi consiglio di dare un’occhiata al suo blog .

Chi è la ragazza con la sciarpa a farfalle? E il ragazzino spettinato con gli occhiali che è assalito da un fantasma? Come sono nati?

Mi piacerebbe poter dire che sono il frutto di una grande ispirazione che li ha fatti uscire magicamente dal mio pennello, ma non è così!
Sono state 2 immagini particolarmente sofferte. La prima l’ho realizzata per un progetto di biglietto d’auguri natalizio per la Rai (radio televisione italiana) la rete televisiva nazionale italiana (difatti sulla sciarpa della ragazza ci sono ,appunto, dipinte delle farfalle,logo della rete televisva) progetto che però non è stato approvato, ma questa immagine è forse l’immagine alla quale sono più affezionata in assoluto anche se non so il perchè .
La seconda illustrazione ,invece, l’ho realizzata oramai più di 2 anni fa,per il dossier di presentazione del progetto a fumetti per dargaud,al quale attualmente sto lavorando. A tutti gli effetti è uno studio dei 2 personaggi più importanti della serie,Il bambino biondo è il protagonista e l’altra figura…bhè ,diciamo solo che non è un fantasma,di più per ora non posso dire! ;)

Quanto il tuo Paese natale, l’Italia, riflette il tuo tratto? 

Non saprei,in verità,non ho mai riflettuto su questo.
per quanto io ami la mia patria, moltissimo, per quel che riguarda il lavoro il mio sguardo è sempre stato rivolto all’estero, all’america all’inghilterra, alla francia…
ma probabilmente l’Italia ha influenzato la mia visione dei colori, forse è anche per questo che la mia palette è per la maggior parte composta da colori caldi :) ora che vivo in Francia in effetti mi manca il sole ed il caldo italiani !!!
inoltre credo che la mia natura italiana e la mia grande curiosità mi hanno permesso di scoprire, contattare e conoscere molti artisti veramente meritevoli che probabilmente hanno contribuito alla mia formazione professionale. una cosa che mi piace molto,infatti, è parlare con i mei colleghi scambiare con loro idee, pareri,e i piccoli segreti del mestiere, questo credo si possa attribuire tranquillamente alla mia natura italiana,socievole e a volte chiacchierona! :)

Ci sono differenze tra l’essere illustratore in Italia e in Francia? La letteratura per l’infanzia ha lo stesso successo?

Ad essere onesta io non conosco direttamemente l’editoria italiana,perchè non ho mai lavorato per case editrici italiane (anche perchè non è facile per un disegnatore trovare lavoro in Italia, ne tantomeno riuscire a viverci anche nel caso si riesca a trovarlo) questo è un vero peccato perchè l’Italia è ricca di potenziale,conosco molti giovani illustratori di talento che per un motivo o per un altro lavorano o per la francia o per l’america.
Per quella che è stata la mia personale esperienza, la Francia offre senz’altro molte più possibilità sia agli autori che agli illustratori, non per ninete io mi sono trasferita a vivere qui da voi! :)
se vogliamo parlare delle pubblicazioni invece,bhè sicuramente non c’è lo stesso successo che in francia in Italia non arrivano neppure lametà di tutti i titoli che vengono pubblicati in francia. ricordo che una delle cose che mi colpì in assoluto la prima volta che visitai la Francia furono il numero e la grandezza delle librerie! e quanto i bambini fossero abituati a frequentarle ed a leggere o quantomeno sfogliare libri illustrati.
in Italia è molto raro vedere tutto questo. le librerie specializzate sono veramente poche e paradossalmente nella maggior parte dei casi i libri illustrati interessano più gli adulti o meglio, gli addetti ai lavori che i bambini ai quali effettivamente sarebbero diretti.

Quali sono le tue ispirazioni?

Da dove comincio?
io ho sempre amato la pittura e la storia dell’arte.
ho sempre ammirato Pittori come, Turner, waterhouse, Sargent, Ingres, Hopper, N. C. wyeth, Lucian Freud etc…
tra gli illustratori mi piacciono molto Dulac,Rackham,Rockwell,Leyendecker,per arrivare ai contemporanei De Seves,Mackenzie,Gustafson, insomma la lista è veramente infinita,potrei continuare per ore…ed eviterò di elencare tutti i fumettisti che mi piacciono! :)
e ovviamnete non posso non citare Tim Burton ed il suo immaginario,che tanto mi ha influenzata.
Vivendo qui in francia poi, ho avuto la possibilità di conoscere personalmente diversi illustratori e fumettisti contemporanei che seguo da tempo. devo dire che oltre ad essere dei grandi professionisti sono anche delle persone adorabili!
Internet poi è una fonte di continue scoperte,girando di blog in blog scopro ogni giorno decine di persone di talento che non fanno che arricchire il mio bagaglio stilistico.
Insomma,stimo ,ammiro,in certi casi, venero moltissimi artisti, ma se vogliamo parlare della fonte maggiore della mia ispirazione,dell’illustratrice che ha influenzato di più in assoluto il mio stile di disegno, basta un solo nome Rebecca Dautremer . per lei ho avuto il classico coup de coeur e riconosco di avere con lei un grandissimo debito morale.
che altro dire se non, grazie Rebecca! :)

Hai illustrato un’opera di jazz : che ricordi hai di una collaborazione col mondo della musica?

Io adoro la musica! per un periodo della mia vita sognavo addirittura di diventare una cantante jazz o soul, ma le cose sono andate diversamente, anche se non mi posso lamentare.
Quando mi arrivò la proposta di questo particolare progetto, non ho potuto rifiutare!
Iniziare la mia carriera da disegnatrice illustrando la vita romanzata di una cantante jazz degli anni 50 mi è parso un bel modo di debuttare! :)
June christy fa parte della collana bdjazz editato da “bdmusic” è un libro a fumetti, ma non solo,al suo interno troverete anche 2 cd musicali con i maggiori successi di questa cantante! insomma,per chi come me, ama la musica ed il disegno, potrebbe essere un’ottima idea regalo! ;) sicuramente mi piacerebbe continuare a fondere disegno e musica e spero che in futuro io abbia di nuovo la possibilità di lavorare su progetti di questo genere.

Quali sono i tuoi progetti attuali? 

dunque attualmente sto lavorando al secondo ed ultimo volume de “le coeur de l’ombre” (edizioni Dargaud) sempre con Roberto Ricci agli storyboards e alla supervisione,mentre la storia è di Marco D’Amico. il primo volume sarà pubblicato probabilmente alla fine del 2011,èh si, si dovrà aspettare ancora un altro anno.
inoltre ho in progettazione altri 2 albi, ma questa volta si parla di albi illustrati jeunesse dove lavorerò completamente da sola e forse un nuovo fumetto.
devo dire che ultimamente ricevo molte proposte per collaborazioni veramente interessanti che però sono costretta a rifiutare per mancaza di tempo,lo ammetto non sono la disegnatrice più veloce del mondo!:)
inoltre lavoro occasionalmente ad illustrazioni su commissione e sto cominciando a ricevere inviti da diverse gallerie per delle belle mostre collettive.
ad esempio attualmente è in corso una mia mostra virtuale alla galleria 9eme art a Parigi .
dove chiunque fosse interessato può acquistare una delle pagine del libro “June Christy”.

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