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Asterisk “Ti pago in visibilità” ,il vero significato
06/12/2010 Morena Forza in Disegno per professione / 9 responses

Decorazione natalizia in una libreria, ad opera di Celine Meisser

Le Feste, che bella cosa.
A Natale, come in questo periodo, le luminarie colorano le strade, l’odore di neve e di caldarroste e pretzel ci inebria, tutto sembra un po’ fatato.
A San Valentino fioccano i cuori ovunque.
A Pasqua si diffondono conigli e ovetti colorati, qualche volta un pulcino irriverente di ciniglia gialla fa capolino persino dal panettiere e in libreria.
A Carnevale poi, tutto coloratissimo, maschere di ogni foggia, coriandoli e stelle filanti.

Per il Disegnatore le Feste sono molto di più. Chiamatelo materialista, ma è la verità. Sotto le Feste il Disegnatore è chiamato a colorare vetrine, illustrare bigliettini e festoni e decorazioni di vario tipo.
Persino a realizzare vere e proprie tavole commissionategli per regali.

Ma qui scatta la solita fregatura.
E ci pensavo oggi leggendo il post di una fan sulla pagina di Roba da Disegnatori; chiamata a disegnare una vetrina per Natale si è trovata a decorarla coi propri materiali, per poi non venire nemmeno pagata.
La scusa?
“TU DISEGNI,IO TI FACCIO PUBBLICITA’!” 
Non ci siamo ragazzi, proprio non ci siamo.

Per favore, leviamoci dalla testa queste parole.
O meglio, traduciamole.
“Ti faccio pubblicità” significa “Non intendo pagarti.”



Vignetta molto chiara riguardo ciò,di Elisa Moriconi



Ma di quale pubblicità parlano? Quale visibilità? Richiamo?
Prendiamo questo caso concreto: la vetrina natalizia. A molti disegnatori ,fumettisti,pittori o illustratori capiterà di decorarne una.
Prima questione: Chiarire subito il metodo di pagamento. Ormai si dà talmente per scontato che un artista lo farà gratis, che nemmeno tireranno in ballo la questione.
Secondo: i materiali li dà il negoziante? Non è cosa da poco.
Provate a dipingere una vetrina, la materia prima non è cosa di quantità trascurabile.
E’ un costo. Sappiamo tutti che buoni acrilici ed eventualmente nastri e inserti, hanno un costo.
Se dobbiamo supportarlo senza neppure essere rimborsati siamo in presenza di un vero e proprio vuoto a perdere.

Teniamo questo esempio della vetrina.
Quante sono le possibilità che una persona entrando in quel negozio chieda chi ha decorato la vetrina?
Entrerà a comprare prodotti, non a cercare un illustratore.
E’ un po’ come dire a una persona con una bella voce “vai a cantare in metropolitana,magari passa un talent scout”. Siamo seri e pragmatici. Non succederà e spesso sono leggende.
Fare una vetrina gratis, e un lavoro di questo tipo gratis non porta a niente.

Inoltre, il negoziante farà dei soldi anche grazie al vostro apporto artistico al suo negozio. Non ci crede nessuno che non abbia nemmeno una cinquantina di euro da darvi. Sotto le Feste i negozianti guadagnano bene. Sì c’è la crisi, ma 50 euro li trovano, andate pur tranquilli.
E se non ce li hanno,possono fare a meno del vostro lavoro.
Dipingere una vetrina è una rottura di scatole sapete? Spesso è scomodo, oltretutto. Farlo gratis per una gloria inesistente, proprio no.

Poi c’è la situazione “favori ad amici”; anche questo, va a discrezione dell’artista ma ritengo ci siano amici e conoscenti che ci marciano sopra.
Se un amico ha un negozio, può almeno avere la decenza di darvi i materiali.

Non fatevi fregare,per la barba di Babbo Natale.
Le uniche palle che dovete accettare sono quelle da appendere all’albero! 

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9 comments on ““Ti pago in visibilità” ,il vero significato

  1. Che grandi verità hai elencato. Secondo me è sempre una questione di superficialità. Le persone che chiedono favori sottovalutano il lavoro del disegnatore, altrimenti sarebbero loro a pretendere di conoscere, come prima cosa, il costo della "prestazione". Nessuno dal dentista… Anzi, meglio, dal parrucchiere, dice ti pago in visibilità, eppure i capelli si vedono sempre e la visibilità c'è (ma anche i denti si vedono). Se poi condsideriamo che dal parrucchiere ci vanno più o meno tutti… Molti più di coloro che si fanno decorare le vetrine o fare dipinti, ecc. (almeno credo). E' dura ma siamo noi a dover far capire quanto vale il nostro lavoro. Sul come farlo sarebbe bello confrontarci.

  2. Assolutamente d'accordo!
    Io per fortuna con amici e parenti ho il "problema" opposto… visto che sono tutti assolutamente bendisposti a pagarmi se mi chiedono qualcosa non so mai che rispondere quando si arriva al "quanto" ^^;;;;;;;
    E' imbarazzante a volte! :D
    Sempre meglio lavorare per persone che non si conoscono, salvo fatte rare eccezioni (e farsi pagare, ovviamente)

  3. parole sante, mannaggia :)
    oltretutto, pensiamo ai colleghi: se io lavoro gratis, non solo mi danneggio da sola, ma rubo il lavoro ad un collega in maniera scellerata. E' concorrenza sleale e, in definitiva, idiota :)

  4. "Sì c'è la crisi, ma 50 euro li trovano, andate pur tranquilli." 50 euro !?!? Per decorare una vetrina ? Ma prova a chiamare un idraulico per riparare un rubinetto !!! Qui si tratta di come non farsi truffare e dare come esempio "50 euro li trovano" mi sembra un insulto, sia per la cifra ridicola che per il modo e il tono (del tipo "tieni, compratici le caramelle"). Andiamo…

  5. 50 euro era per dire "50 MISERRIMI euro" che è già vergognoso. Per favore non travisiamo inutilmente le mie parole.
    Sono la prima a scrivere articoli al favore del non sfruttamento di noi illustratori ed essendolo in prima persona è un argomento a me molto caro.

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