Intervista di RDD ad Alessandra Fusi

Alessandra Fusi è una bravissima illustratrice romana di 25 anni, con un universo molto particolare, soprattutto per essere italiana; il gusto delle sue illustrazioni sembra spesso fare cenno al gusto francese.
E’ stata carinissima e ha risposto a tutte le domande che le ho posto.
Un’intervista molto interessante, tutta da leggere e da non perdere!

Cià, rompiamo il ghiaccio: parlaci un po’ di te, del tuo mondo, di cosa ti piace fare, insomma delle faccende più da persona normale (perchè si sa, noi illustratori di normale abbiamo pochino)
Ahahaha!! E’ vero!
Allooooora…Sono nata a Roma, ma da quando ho 3 anni abito in un paesino-frazione vicino ai Castelli Romani che, ahimè, non amo poi tanto…Per fortuna però abitare qui mi dà modo di avere un giardino e di riempirlo di gatti, il cui numero per ora si limita a 5…Perchè abito ancora con i miei che han posto un limite alla mia tendenza gattara! Io finirò come la gattara dei Simpson, lo so bene!!
E poi…Sono una super-pigra ma mi piace viaggiare, girare..Faccio spesso su e giù con il treno da Rimini perchè il mio ragazzo abita lì, vado qui e là per fiere, concerti e mostre ed appena ho un minimo di pretesto volo a Parigi..La adoro!!
Col lavoro che faccio ci sono dei periodi in cui esco davvero poco da casa, ma nonostante questo capita che i miei amici mi chiamino domandandosi in che parte d’Italia o del mondo io sia…E questa cosa mi piace, hhihihih!!
Non ho una routine fissa, sul mio calendario non ci sono i giorni della settimana ed il nuovo anno inizia a Settembre…Ma questo non è tanto normale, mh…
Altre cose che mi piace fare…Passare ore ed ore nei negozi di giocattoli (più grandi sono, meglio è…Viva New York!!!) provando TUTTI i “try me” (come resistere ad un tale invito?), passare altrettante ore ed ore nelle librerie o nei negozi di “cose di ogni genere in versione stramba e colorata”, tipo Pylones (*love*) …Aggiungere un numero X di ore in più se si tratta di prodotti di cartoleria!
Mi piace pattinare sul ghiaccio, anche se sono negatissima ed i primi 5-10 minuti mi si bloccano le ginocchia e non riesco nemmeno a piegare le gambe, e poi…Non so, forse ho parlato troppo di già! :D

Quando hai deciso di diventare illustratrice? E qual è il tuo percorso di studi?
Bhè, come tutti i bambini disegnavo moltissimo…Solo che, ecco…non ho mai smesso!!
Da piccola mia zia disegnava moltissimo per me e mi raccontava storie sulle fate che abitavano sul pino della mia casa al mare (con le quali avevo anche una fitta corrispondenza!!)…Così sono cresciuta con questo amore per le fate e per il disegno…Non ho mai avuto dubbi sul fatto che “da grande” avrei voluto fare la disegnatrice :)
Poi, ovviamente, c’erano da considerare tutte le possibili applicazioni…
Alle elementari, dopo aver visto il “dietro le quinte” del Re Leone avevo deciso che avrei lavorato negli studios Disney…Poi tra le medie ed il liceo passai anch’io la mia fase da “otaku” e decisi che sarei diventata una mangaka…E fu proprio al liceo (scientifico, fra l’altro, ma sono contenta di averlo scelto e non mi ha impedito di continuare a disegnare) che mi innamorai perdutamente delle illustrazioni di Brian Froud (perchè non ho mai smesso di credere nelle fate, ovvio!).
Così, portai il libro “Good faeries/Bad faeries” (il primo di una luuuuuuuuunga serie di libri d’arte che ora colleziono) al mio insegnate del corso di fumetto, chiedendogli: “Perchè non facciamo questo?” e lui, per tutta risposta: “Ma questo non è fumetto, questa è ILLUSTRAZIONE”.
Deciso.
Dopo il liceo scelsi di studiare illustrazione allo Ied (che allora era una delle rarissime se non l’unica scuola con quell’indirizzo, almeno nel Lazio)…Ed ora eccomi qua!

Quali sono i medium che preferisci utilizzare?
Mmmmh…Quelli più “impiastricciosi”, direi!!
Mi piace “sporcarmi le mani” e mescolare varie tecniche…Mi piace cambiare e sperimentare!
A volte mi domando se non sia importante per un illustratore sviluppare una “sua tecnica” che lo renda riconoscibile al 100%…ma poi non posso farci niente: dopo un pò ho bisogno di cambiare aria e provare cose nuove…Per poi tornare, dopo un pò, alla tecnica che utilizzo di solito, che alla fine è anche quella che mi riesce meglio…Ma quanti capricci, eh?

Quali ritieni siano quelli con cui rendi meglio,e cosa vorresti invece imparare ad utilizzare meglio o del tutto?
La “mia” tecnica, per ora, quella con cui mi sento a casa, è la tecnica mista: texture di sfondo con macchie di colore realizzate con colore a olio diliuto e acqua (o altre volte acquerello sale e caffè), lineart con la penna a sfera, e poi vari livelli di colore: acrilico, acquerelli, pastelli, pennarelli, collage di oggetti stampati “a misura” e carte colorate e tutto quello che mi capita sotto mano…
Ultimamente però sto sperimentando il meraviglioso mondo dei colori a tempera…Mi ci sono avvicinata incuriosita dai lavori splendidi di alcuni tra i miei illustratori preferiti e amici realizzati con questa tecnica e…credevo che non facesse per me (in prima battuta devo dire che un pò l’ho odiata, in effetti) e invece mi sta conquistando!!
Sono ancora ben lontana dal “saper usare” le tempere come vorrei, ma si direbbe che lo spettro di possibilità che offrono sia pressochè infinito, quindi penso proprio di continuare a sperimentare ancora per un pò!

E’ un’idea molto diffusa che l’illustrazione digitale abbia un valore inferiore rispetto a quella tradizionale, tu come la vedi sinceramente?
Bhè ovviamente secondo me non è così, però la questione è complicata…Ovvero “valore inferiore”, in che senso?
C’è da dire che senza alcun dubbio lavorare in digitale offre delle “scorciatoie” che le tecniche digitali non offrono…Quanto vorrei che esistesse un Ctrl+Z nella realtà!! Per non parlare delle possibilità infinite di modifica, o del poter lavorare “a livelli”, cambiare idea e spostare i vari elementi senza dover per questo ricominciare tutto da capo…
Detto questo l’idea che lavorare in digitale sia “più facile” è sbagliatissima…Tanto più che io per prima non lavoro in digitale proprio perchè per me, almeno per il momento, è troppo stancante e comunque non saprei come muovermi…O peggio ancora l’idea che sia “meno artistico” della tecnica tradizionale è completamente insensata…Ho paura che questo derivi dall’idea piuttosto diffusa: “pc+disegno=grafica=poco artistico”….ahimè!
Se poi invece si parla di “valore di vendita”, in quel caso è ancora più complicato: per un illustratore digitale il lavoro sul pc è “virtuale” (idea che onestamente mi spaventerebbe molto se lavorassi in digitale anch’io), il lavoro “tangibile” è la stampa finale…
Ma è pur sempre una “stampa”, seppure in edizione limitata o in esemplare unico, non un “originale”…Quindi questo significa che vale meno? Non necessariamente, però nella concezione comune spesso è così (figuriamoci, a volte i clienti considerano un dipinto come tale solamente se è su tela), e le convinzioni sono durissime da schiodare!!

Quali sono le tue principali fonti di ispirazione?
Mmmh…Un pò di tutto direi: leggo molto e guardo molti film, d’animazione e non: ho bisogno di nutrirmi continuamente di storie!
Gironzolo sul web tra un break e l’altro per dare ai miei occhi un pò di “eye candy”, come si dice, pescandola qua e là tra siti e blog di illustratori…Ascolto musica mentre disegno…Ma non necessariamente sono queste le fonti d’inspirazione “principali”, spesso sono cose che non c’entrano niente: cose che vedo passeggiando per strada, cose che mi vengono in mente giocando con i mici in giardino, idee che nascono perfino dagli spot dei materassi in tv…Figurati!
Bisogna buttare nel calderone più ingredienti possibili…Alla fine verrà pur fuori qualcosa di buono!



Qual è il tempo minimo con cui lavori a una tavola?
Eh…Dipende dal tipo di tavola e dal numero di cose che sto facendo contemporaneamente!!
Diciamo che in media cerco di non stare più 6 ore al giorno a disegnare, facendo comunque delle pause, altrimenti finisco per stancarmi troppo e rendere poco e male…Detto questo direi che minimo-minimo per finire una tavola ho bisogno di un giorno e mezzo…Massimo 4-5 giorni se il lavoro è più diluito…Se mi capita di metterci di più, per un motivo o per l’altro, è un guaio perchè dopo un pò rischio di stancarmi, eheheh! :p

E infine, una domanda che Roba da Disegnatori, dopo tutte le immagini pubblicate, non può risparmarsi: quanto l’essere illustratrice influenza la tua vita di tutti i giorni?
Al 100%!!!
Il mio hobby è anche il mio lavoro, e già questo è tanto…Ma essere illustratrice è la svolta!! Puoi permetterti tutte le stravaganze che vuoi senza pensarci due volte…Non che prima ci pensassi su, ma ora se mi metto in testa un cerchietto con un passerotto dentro il nido con le uova (e ce l’ho sul serio) sono addirittura giustificata!!
Idem per tutti i miei difetti cronici: smemorata, svampita, ingenua, distratta al limite del catastrofico….eeeeeeh, ma che vuoi fare? Sono un’artista!! Ahahahaah!!

A me è venuta voglia di prendere i miei tubetti di acrilico! E a voi? :D

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    1. pencil 22 agosto 2010

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